3 agosto 2015

L'Estate, la libertà.



I piedi nudi sul pavimento freddo. 
La pelle cotta dal sole e profumata dal mare.
 
I capelli bagnati sulla schiena. Le solite quattro lentiggini sul naso. 
Il tramonto rosa delle otto. 
La cena in giardino accompagnata dal concerto delle cicale.
La frisa rucola e pomodoro come quella che si preparava il nonno la sera al ritorno dalla piazza e io avevo il privilegio di scortarlo in cucina sotto braccio così poteva lasciare il bastone sulla porta. 
La stanchezza che è anche felicità. 
L'estate. 
La libertà la la la la... 















  

(Tutte e tre le foto sono scattate da me).



14 luglio 2015

La grande bellezza

Mentre il sole tramonta sulla Città Eterna, le principesse guerriere di Valentino scivolano sulla passerella. É il 9 luglio 2015. É Alta Moda Roma. 
Sono sacerdotesse moderne in rigorose cappe nere e caste trecce morbide sulla schiena. Sotto le lunghe, impalpabili gonne si intravedono i sandali presi in prestito ai gladiatori. La testa è cinta da finissimi diademi d'oro, il collo è ornato da importanti amuleti.  
Pizzo, velluto e trasparenze sono gli elementi che compongono l'eleganza firmata dal duo Chiuri-Piccioli. É un spettacolo di contrasti quello messo in scena: abiti che ricordano le uniformi dei soldati si addolciscono grazie ai tessuti preziosi, la severità del nero si spezza sotto le audaci trasparenze, l'abito monospalla si ferma sulla cintura da matrona prima di sbocciare nell'ampia, eterea gonna. 
Poi esplode il rosso, marchio di riconoscimento della maison. Arrivano anche il dorato e le stampe che richiamano i mosaici e le geometrie delle case romane. Spighe di grano brillano sui corpetti, lucide piume decorano le gonne. 
Valentino in persona si gode in prima fila la propria eredità sfilargli davanti mentre è ormai arrivata la sera. 
Mirabilia Valentino. 
Mirabilia Romae. 




























C. 

23 luglio 2014

Di un'estate che non c'è.

Un'estate latitante questa, che ci sfugge sul più bello, quando pensavamo fosse ormai nostra. Top e shorts che urlano dagli armadi, vogliono venire fuori. Ombrelli sempre sull'attenti e golfini nella borsa perché-non-si-sa-mai. Costumi che giacciono laconici nel cassetto mentre le espadrillas a righe si inzuppano nelle pozzanghere. Di sole e sale sulla pelle neanche l'ombra, solo una fetta d'anguria a consolarci. L'aperitivo al mare aspetta scalpitando dietro l'angolo, ma a scompigliare la chioma è solo il vento che preannuncia l'ennesima tempesta. Il falò sulla spiaggia l'ha spento la pioggia e non c'è verso di esprimere un desiderio se le nuvole coprono il cielo stellato. Neanche la musica ci crede più di tanto. Forse aveva ragione Malika quando cantava che d'estate muore un po'. Allora non ci resta che ingannarla: mangiare un gelato nonostante i brividi, intrecciare due fiori tra i capelli, il costume sotto i vestiti sempre pronto ad essere tirato fuori, un tocco dorato nel trucco come il sole che manca e via ad inseguire l'alba con la speranza che domani sia un giorno migliore. Un giorno d'estate. 












C. 

26 settembre 2013

Scivola

I marinai usavano tatuarsi una rondine ad ogni nuova terra raggiunta, come simbolo della conquista e dei pericoli scampati durante la traversata. Secoli dopo una rondine sul mio fianco destro diviene il promemoria in inchiostro indelebile dei traguardi tagliati, della crescita e della consapevolezza di sé che aumenta nonostante le difficoltà. Sulla pancia, il posto dove scendono tutte le emozioni dopo essere nate nel cuore, campeggia un mantra che una persona cara mi ripeteva spesso: scivola.




Scivola sulla melma dei cattivi giorni per non rimanerne intrappolata, scivola sulla cattiveria della gente per non farti sporcare l'anima, scivola sulle paure per non farti intrappolare nelle gabbie dei cattivi pensieri. Scivola per sentirti leggera quando il malumore ti inchioda con i piedi per terra nelle giornate più nere. Scivola, scivola vai via: è la rincorsa per spiccare il volo.



C. 

5 marzo 2013

Oltre la paura

Ho sempre creduto nel potere delle parole: di darti coraggio, di farti commuovere, di ispirarti. Per questo me ne sono sempre circondata attraverso i libri, le canzoni, semplici post-it con citazioni più o meno famose lasciati qua e là nella mia stanza. Me le sono addirittura impresse sulla pelle come vademecum per la serenità. Ed ogni volta che mi capitano due righe magiche sotto gli occhi è un colpo di fulmine. Non resisto. Devo appuntarle, recitarle, farle mie insomma. È successa la stessa cosa con il bracciale di Mara. Un rettangolo di verità nell'oceano di Instagram ed il cuore si ferma. Quelle 3 semplici parole parlano di me. Sono me. Come il pezzo di un puzzle mi servono per ricompormi. Ricordare e passare oltre.







Oltre la paura. Quella degli attacchi di panico che per molto, troppo tempo, mi hanno tenuta sott'acqua, impedendomi di respirare a pieni polmoni l'ossigeno della vita. Se sono una persona diversa oggi, sulla via della guarigione, è perché le parole mi hanno salvato. Insieme alle persone giuste. Allora vi dico di ricercarle sempre, le parole e le persone giuste. Quelle che tengono compagnia, che vi scaldano il cuore, che vi fanno ridere di gusto e piangere dall'emozione. Quelle che riempiono i vostri silenzi bui e vi salvano dalle paure più nere. Aggrappatevi a loro come ad uno scoglio che si alza fiero a strapiombo sul mare: ne guadagnerete una vista migliore.


P.S.: Potete deliziare i vostri occhi con le creazioni handmade di Mara qui

Kiss,
C.




24 gennaio 2013

Analogicamente part. 2

Momento nostalgia: un rullino dimenticato nel cassetto e portato solo settimana scorsa a sviluppare rivela immagini dell'estate appena passata e fa partire il treno dei ricordi. Mentre fuori imperversa un vento gelido da stringere anche il più caldo dei cuori ed i tuoni avvertono dell'imminente arrivo del temporale, io mi rituffo in questa sequenza di momenti catturati con noncuranza da una macchinetta fotografica degli anni 70, sopravvissuta non si sa come, con evidenti problemi di messa a fuoco. O forse sono io ad averli. Non so. Fatevi questo viaggio indietro nel tempo con me se vi va. Magari vi riscalda.

Tipico paesaggio salentino

Tipico paesaggio salentino #2

Mia nipote e i giochi in spiaggia

Mia nipote ed il gelato

Limoni nel mio giardino

Teo

Gina che allatta uno dei suoi cuccioli

Briciola

Un pallone di chissà chi dimenticato per strada

Una girandola portafortuna piantata da mia nipote in un vaso nel mio giardino

Paesaggio salentino #3

Paesaggio salentino #4

Paesaggio salentino #5 (ok, sono monotona!)

La bella Francesca, nuova amica 

Serate latine

Anche le piante fanno lo shatush !




Kiss kiss,
C.

28 dicembre 2012

Un ricordo, un rimpianto, un augurio.

Questo post lo fate voi, anzi lo facciamo insieme. Sì perché il nuovo anno è alle porte e si comincia a tirare le somme di questo 2012 agli sgoccioli, tra finte profezie e vere catastrofi. Vi chiedo di raccontarmi un ricordo che vorreste salvare ed un rimpianto che non riuscire proprio a perdonarvi dell'anno che sta passando e di farvi un augurio per il 2013 in arrivo. Pronte? Inizio io.

Un ricordo.
Una sera d'estate come tante, con l'afa che stringe il cuore e scioglie il trucco, sono in macchina con un amico appena trovato sulla strada del ritorno a casa. Di sottofondo ci cullano il canto delle instancabili cicale e la melodia dolce-amara di una canzone di Mannarino. Lui canticchia tra una boccata di sigaretta e l'altra, io sferzo l'aria bollente con la mano fuori dal finestrino. Niente pensieri. Sono leggera come non mai. Tutto è perfetto.


Un rimpianto.
Non aver fatto in tempo a dire grazie. Se non fosse stato per lei non sarei la metà della persona che sono oggi e non sarei capace di immaginare neanche lontanamente quella che un giorno vorrei essere. Troppo spesso diamo per scontato le parole, sopratutto quelle belle e ce ne ricordiamo quando ormai è tardi. Io posso solo sperare che in qualunque posto lei sia adesso possa sentire tutti i grazie che non le ho detto, mentre voi, se siete ancora in tempo, ditelo a voce alta, sussurratelo, scrivetelo, ma non lasciatelo cadere nel vuoto.



Un augurio.
Non chiedo niente di materiale. Borse, vestiti, fotocamere: ho già tutto, forse anche troppo. Vorrei che il 2013 mi sorprendesse con un amore nuovo, bello, pulito, allegro. Che ritornassero le farfalle nello stomaco e quel sorriso ebete in faccia di quando sei felice e lo vedono tutti. Incrociate le dita per me.


Adesso tocca a voi.

In attesa dei vostri racconti vi segnalo la possibilità di ottenere uno sconto del valore di 5 euro da poter spendere sul sito di Onyx Nail fino all'8 Gennaio 2013 utilizzando il codice NATALE12.

Buono shopping e Buon Anno!

Kiss,
C.